GD : PD = young : politics


Venerdì a San Donato (vicino a Milano) abbiamo organizzato con i GD (Giovani Democratici, per chi non lo sapesse) e i FutureDem #PARTECIPinAZIONE, ovvero quattro chiacchiere in compagnia di Francesco Costa, giornalista de “il Post” e di “IL” del Sole 24 ore e Teresa Cardona, esperta di comunicazione.

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L’idea mi è venuta, come spesso accade, grazie a twitter. Avevamo tutti letto questo articolo di Francesco Costa, dal titolo quanto mai azzeccato, e ho pensato: a Milano i GD vogliono rinascere a nuova vita. Perchè non prendere un momento per fermarsi e interrogarsi su questa questione: le giovanili servono?

O meglio, credo che la questione vada impostata in questi termini: quale obiettivo possiamo darci come giovanile del Partito Democratico oggi? Se il PD parla solo del Congresso vorrei una giovanile che parlasse solo del mondo tangibile.

L’elemento che mi ha colpito nel discorso di Francesco è il considerare le giovanili di partito come dei recinti in cui si trovano a muoversi i giovani. Quasi fossero categorie protette. Protette, o piuttosto, tenute a bada. Come per dire: stai lì, buono, con calma, pensa alla legalizzazione delle droghe leggere e non pensare di poter cambiare il Partito.

È pur vero che all’interno di un partito come il PD, almeno a mio parere, una prima struttura di “accoglienza” per i giovanissimi che si avvicinano all’impegno Politico ci debba essere. Ma fatta bene. Che accolga i giovani con questo messaggio: se vuoi impegnarti puoi farlo, non te ne pentirai.
Al contrario di quello che si sente dire noi giovani oggi abbiamo voglia di impegnarci, forse anche più che in passato. Molti miei coetanei sono impegnati in attività di volontariato. Perchè non lo fanno in politica? I GD dovrebbero servire a rompere questi indugi: dovrebbero essere un primo modo di veder premiati i propri sforzi nel cambiamento della propria comunità.
I GD devono essere la casa del dialogo. Qualcosa in cui riconoscersi, in cui iniziare a discutere di temi e problemi che hanno un concreto riflesso sul nostro quotidiano.
La giovanile dovrebbe servire per ridare speranza (con la s minuscola, Speranza lo lasciamo – a malincuore – Capogruppo alla Camera dei Deputati) ai nostri coetanei. La speranza di poter incidere sul mondo che solo una Politica fatta bene, quella con la capital P, può fare. La Politica quella che si mette al servizio della gente, quella che altro non è se non volontariato.

Vedrei bene i GD come la palestra del PD, ovvero il luogo dove si discutono cose concrete, dove si pongono problemi ma si cercano anche soluzioni. Non una palestra di futuri funzionari di Partito, come qualcuno propone, ma una palestra delle idee.
C’è sfiducia nella Politica? Noi facciamo vedere che se c’è impegno le cose si possono cambiare. Diamoci degli obiettivi, dei temi su cui puntare e fare proposte concrete. Partiamo (o ripartiamo) dall’istruzione, mettiamo in campo nuove idee (e, perchè no, start-up, cioè nuove realtà imprenditoriali) per la promozione del Patrimonio culturale e paesaggistico del nostro Paese, discutiamo di diritti, di lavoro. Ripartiamo dal locale: pensiamo nella nostra piccola (o meno) comunità cosa non va, e mettiamo in campo tutte le nostre forze per risolvere questi problemi.
Dobbiamo ripensarne la partecipazione: come avevo scritto in questo  e quest’altro post, abbassare l’età massima a 25 anni potrebbe essere un primo passo.
A mio parere si dovrebbero organizzare degli incontri (per capirci, quelli che ora vengono chiamati coordinamenti) a cadenza mensile in cui discutere degli argomenti e dei temi che più ci interessano nella nostra realtà locale. Quelli che ho messo sopra sono una mia proposta, ma è chiaro che se andassi a Modena la realtà sarebbe diversa, e così le proposte di discussione. Sarei categorico: i coordinamenti si convocano (aperti agli iscritti, cioè ai tesserati, come a chiunque altro voglia partecipare) perchè bisogna confrontarsi, se non si trova la quadra si continua a discutere. Un po’ come nei consigli comunali.
Poi, ogni due o tre mesi, i GD potrebbero organizzare delle inziative tematiche, per illustrare le proposte che sono state avanzate nei vari coordinamenti. Invitiamo i nostri rappresentanti a tutti i livelli (Parlamento, Regione, Provincia/Città Metropolitana) e discutiamone con loro. In questo modo abbiamo l’occasione per far loro le nostre proposte. E chieder loro un termine in cui incontrarsi nuovamente e vedere se le cose sono andate come si pensava, oppure sistemarle.
Facciamo vedere che siamo in sintonia con il mondo che ci circonda, che siamo sempre attenti a cercare delle proposte per migliorare le cose. E sarà più facile che queste proposte (grazie alla pressione) vengano accolte dai rispettivi organi di destinazione.

I GD, giovanile molto inclusiva. Che pone al centro dei temi e permette a tutti di sentirsi partecipi. In parole semplici: vorrei una giovanile che sia davvero la casa di tutti, che si confronti senza paura, che non faccia (stupide) distinzioni tra tesserati e persone che partecipano tutti i giorni. In pratica, facciamo i gazebi, i volantinaggi, organizziamo aperitivi. In poche parole, facciamoci vedere. Parliamo con i nostri coetanei ed amici. Dobbiamo essere trasparenti: chi non è nei GD deve sapere cosa fanno, e se ha voglia di impegnarsi deve sapere che esistono. Non è così banale.
Non può valer il discorso “se non sei d’accordo sull’utilità e sull’impostazione dei GD sei fuori”. Dobbiamo avere la volontà, il coraggio, di affrontare questo tema. Proprio qui vicino a Milano, hanno optato per chiudere dei circoli GD. L’han fatto gli stessi iscritti. Si è pensato che le (a volte poche) forze potessero essere spese meglio e di più all’interno del Partito. Prima di fare questo passo però vorrei che il Partito Democratico fosse aperto ai nuovi stimoli. Ora come ora penso che i GD siano ancora necessari, per dar la possibilità a chi ha quattordi/quindici/sedici anni di poter partecipare attivamente e senza il peso di chi ha più anni di lui, senza la responsabilità di mantenere lo status quo.

Dovremmo trovare un nostro equilibrio (in inglese sarebbe perfetto on our own), anche a livello di organizzazione.
I GD dovrebbero avere una struttura semplice, lineare, che lasci posto alle idee e alle capacità di ognuno di poter partecipare.
In pratica, eliminiamo le Segreterie Regionali (che già ora non servono a nulla), valoriziamo le zone (un po’ come vorremmo fare ora in provincia di Milano), riduciamo dove possibile il numero di circoli unendoli tra loro, eliminiamo le segreterie provinciali creando delle strutture di collegamento tra i vari coordinatori delle zone di una stessa provincia.
Cominciamo, cioè, ad eliminare quelle figure burocratiche cha fanno apparire i GD come la copia in piccolo del PD, accentuandone però anche pregi e difetti. Al momento attuale i GD sono rigidamente inquadrati in questa struttura, che non permette di poter creare un progetto politico in modo semplici ed intuitivo. Eliminare le strutture intermedie vuol dire avvicinare i giovani di un Comune della Provincia di Milano con Roma, con il luogo dove le richieste devono arrivare forti e chiare, senza essere annacquate dall’intermediazione di vari personaggi.

Questo potrebbe essere il modo di trovare spazio all’interno del Partito. Per i GD è arrivato il momento della scelta: vogliamo restare un mero contenitore vuoto di idee ma pieno di persone che potrebbero cambiare le cose oppure diventare un’organizzazione attiva di giovani che vogliono impegnarsi e che sanno come far valere le proprie posizioni? Che ne pensate?

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8 Pensieri su &Idquo;GD : PD = young : politics

  1. Caro Matteo,
    sono d’accordo con quanto scrivi. Esprimo un giudizio su realtà che non ho mai frequentato, ma sono convinto che “giovanili” di un partito così come erano quelle strutturate di un tempo non abbiano più senso, ma nella dimensione “liquida” in cui stiamo vivendo il rischio della frammentazione fra diverse realtà organizzative sia reale. Sono d’accordo dunque sul fatto che esista un coordinamento all’interno dell’associazionismo giovanile che si richiama a ideali che rimandano, in ultima analisi, a quelli di un partito. Porterei però a 30 anni il limite di partecipazione: l’esperienza è sempre un’ottima guida, perché, come diceva Solone: “Diventando vecchio, imparo molte cose”. Continua così, con l’impegno e la passione che di te sto conoscendo!

    • Grazie per il tuo parere Andrea 🙂 Ti aspetto presto a Milano.
      Comunque, sul limite di età: ora è a 30 anni. Penso si possa fare un ragionamento di abbassamento dell’età (avendo però chiaro che siamo più che nella norma delle varie sezioni giovanili come fasce di età). Penso che possa essere utili abbassarla per dar spazio a chi vuole veramente impegnarsi ed ha più esperienza di farlo nel Partito. In questo modo chi è molto giovane, e magari entrato da poco riesce più facilmente a trovare una collocazione.
      Però tutti i commenti non sono nè giusti nè sbagliati. Penso che sia fondamentale per i GD trovare la propria “strada”. Per farlo bisogna parlarne però.

  2. La giovanile palestra mi ricorda il partito palestra di Barca!
    Comunque, pienamente d’accordo: struttura lineare (orizzontale, sarebbe l’ideale), luogo di scambio di idee e formulazione di proposte concrete, incentivazione alla partecipazione, però l’età la metterei a 30 (comunque l’esperienza conta, che se ne dica), organizzazione che non sia solo un
    trampolino per il partito ma che sia uno spazio solo di e per i giovani che serva ad influenzare in qualche modo il partito. Così dovrebbe essere, secondo me, una giovanile.

    • Ciao Gio 🙂
      Sulla struttura faccio un appunto: un minimo di coordinamento (almeno per la circolazione delle idee e delle proposte) vi deve essere, quindi almeno per come la penso io, non sarebbe totalmente orizzontale.
      Il discorso dell’abbassamento dell’età a 25 anni ha un fattore concreto che lo motiva: a mio parere se abbassassimo l’età della giovanile (a parità di organizzazione, quindi esterna al partito) incentiveremmo chi ha voglia di fare e ha 26/30anni a darsi da fare nel Partito. Allo stesso modo liberiamo “possibilità di ascolto” per i più giovani. Anche persone che entrambi conosciamo mi dicevano che loro sono sempre stati poco ascoltati, perchè i più piccoli. Sia nel Partito, sia nella giovanile.
      Che ne pensi?

      • Il discorso dell’età si risolverebbe da solo nel momento in cui la giovanile viene pensata come quel qualcosa in più del partito stesso. Dovrebbero collaborare, e gli iscritti alla giovanile dovrebbero avere la possibilità di darsi da fare all’interno del partito già dalla giovanile. Bisognerebbe capire l’importanza dell’integrazione del lavoro tra giovanile e partito. Se così fosse, non ci sarebbe bisogno di abbassare l’età.
        Il coordinamento si può avere anche con una struttura orizzontale (che comunque non toglie organizzazione e “””autorità”” ) 🙂

      • A mio parere una “sezione giovanile” non dovrebbe esistere. O meglio, dovrebbe essere prevista come un tutt’uno nel Partito.
        Il problema come ho già detto è che finchè il Partito parla (anche giustamente) di questioni politiche (strettamente politiche) senza un riscontro quasi visivo sul mondo quotidiano è difficile che queso Partito attiri i giovani. Dovrebbe essere un Partito in cui ci si confronta, si discute, e poi si trova una linea unitaria. Anche il discorso del Congresso: giustissimo interrogarsi su quale tipo di leadership (che ci deve essere) vogliamo nel nostro Partito, ma vorrei anche parlare di quali temi il Congresso vorrebbe affrontare. O no?
        Sulla struttura orizzontale, ignoranza mia, ma se abbiamo una struttura orizzontale, qual’è il riferimento per chi si approccia a dover interloquire con la giovanile?
        Banalmente se il responsabile scuola del PD Milanese vuole organizzare un’iniziativa con i giovani, sull’istruzione. Sa che può rivolgersi a un coordinatore cittadino e a un Segretario (o meglio, coordinatore) provinciale.

  3. ma dai!!! anche io facevo parte dei GD novatesi! purtroppo per impegni vari non sono più riuscita a rimanere attiva, ma ho alcuni amici attivissimi ad Arese, Solaro, Baranzate, Cornaredo…

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